Dindi

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domenica 21 maggio 2017

Una scappata in Francia

La ragione vera del viaggio era uno "stacco" necessario dallo stress accumulato di recente, mentre la scusa addotta era un salon de broderie a Puget sur Argens. Così giovedì dopo pranzo siamo partiti sotto un cielo grigio e poco invitante. Comunque già il fatto di metterci in macchina era rilassante...ce la siamo presa comoda evitando, dove possibile, l'autostrada. Usciti ad Ovada, abbiamo fatto il passo dei Giovi, con una sosta a Sassello, che avevamo scoperto l'anno scorso e ci era piaciuta.
A Sassello fanno dei dolci molto famosi:





ma quello che mi attira, più che gli amaretti, sono le scatole che li contengono...le avrei comperate tutte!
Senza cedere a tentazioni, siamo ripartiti dopo un buon caffè e siamo arrivati a destinazione: Vallecrosia di Bordighera, dove avevamo prenotato un B&B per due notti.  Ottima grigliata di pesce  e nottata molto buona.
La mattina finalmente c'è un cielo limpido col sole; partiamo per la nostra destinazione, ma anche oggi non facciamo tutta autostrada: vogliamo goderci l'Esterèl. 





All'andata la sua parte interna: una strada tutta curve fra boschetti di sugheri e pini marittimi, con un profumo di fresco nell'aria che invita a respirare a pieni polmoni. Poco traffico, paesaggio incantevole, qualche villa discretamente nascosta nel verde rende l'idea del buen retiro, dove riposare,studiare, passare il tempo in buona compagnia. Il paesaggio scorre via senza che mi venga nemmeno l'idea di fermarmi a fare qualche fotografia.
A Puget troviamo subito l'edificio dove si svolge la mostra perchè ci eravamo già stati anni fa.



Mostra piuttosto deludente....piccola, nessuna novità e poche cose interessanti. Me l'aspettavo! Ormai l'unica mostra del genere che vale la pena di andare a vedere è Fili senza tempo, a Formigine. Qui, devo dire, che essendo giorno feriale, c'è poca gente e si riesce a vedere bene ciascun banco con tutto quello che c'è esposto. La maggior parte degli espositori preferisce che non si facciano fotografie ravvicinate, quindi non posso fare un reportage dettagliato, tranne che per una piccola eccezione.
Pazienza! I lavori di mio gusto erano veramente pochi!








nemmeno le foto mi sono uscite bene....Due manufatti mi sono piaciuti, più per l'idea che esprimevano, che per la loro esecuzione: un intero libro di ricette tutte ricamate a punto croce, gran lavoro ma con colori poco vivaci e un libro in cui ogni pagina riportava una diversa lettera M, purtroppo ricamata in viola su un fondo grigio....piuttosto triste. Fosse stata nel tradizionale rosso su ecrù, sarebbe stato bellissimo!

Dopo pranzo, piccolo tour a Frejus, antica città romana e medievale.
 Frejus ha diversi ruderi che rimandano alla sua origine romana. Fondata sotto Giulio Cesare il suo porto accolse le navi di Antonio dopo la sconfitta di Anzio nel 31 d.C.
Resti del periodo romano sono l'arena, alcuni archi dell'acquedotto e il teatro.
Frejus ha anche un centro medievale, la Cité Episcopale, con la Cattedrale gotica e il palazzo vescovile.
L'orario è quello di chiusura, quindi vediamo poco o nulla.


foto da wikipedia


Poco male...si riparte verso la costa: decisamente affascinante! Le rocce rosse che si tuffano in un mare blu e verde che scintilla sotto il sole ci invitano a fermarci spesso e a fotografare un angolo dopo l'altro, l'acqua è trasparente, l'aria fresca, ci sono già delle persone che nuotano al largo. Mi dispiace che le foto non rendano assolutamente l'idea del tripudio di colori che avevo sotto gli occhi.






















Purtroppo non abbiamo calcolato che a Cannes c'è il festival del cinema! Accidenti, per attraversarla ci mettiamo un'eternità....ma finalmente arriviamo ad Antibes, dove vogliamo fare un giretto nella città vecchia













E' ora di rientrare, una doccia, un'altra cena a base di pesce, fritto misto questa volta, e un'altra dormita di quelle giuste.
Sabato mattina si parte per tornare a casa, abbiamo un impegno nel pomeriggio, comunque allunghiamo ancora il giro passando per il Col di Nava, famoso per la sua lavanda







e a pranzo? C'è un ristorante, dalle parti di Acqui terme, davanti al quale siamo passati molte volte senza poterci mai fermare perchè diretti a casa di amici e che ci ha sempre attirato. Questa volta non abbiamo impegni e finalmente lo proviamo: ne valeva decisamente la pena! Lo segnaleremo ai nostri amici che abitano da quelle parti e ci torneremo di sicuro con loro.








sabato 13 maggio 2017

Meeting del clan

La settimana scorsa, quando si è riunito il clan di Mariapia a Monza, siamo andati a mangiare in un ristorante che ci ha piacevolmente stupito per la qualità del cibo preparato. Si tratta del ristorante La rava e la fava, che potete visitare qui: https://www.trattorialaravaelafava.net/






Il menù era ricco e gustoso, anche se abbiamo rinunciato agli antipasti, per non esagerare: tagliatelle con zucchine e zafferano, risotto con asparagi, coniglio alla senape, manzo alla californiana, di una tenerezza assolutamente mai provata prima, e, dulcis in fundo, un'ampissima scelta di dolci. La maggioranza dei membri del clan ha scelto una tarte tatin fatta in casa, con un po' di gelato ad accompagnarla.







Stranamente qualcuna di noi non conosceva questo dolce di origine francese, ho quindi cercato la ricetta, perchè chi abita troppo lontano da Biassono per tornare al ristorante a mangiarsela, possa provare a cucinarsela a casa.






La Tarte Tatin ( conosciuta anche col nome di tarte renversée) e' la favolosa torta di mele rovesciata francese che si dice essere nata per uno sbaglio fatto da una delle sorelle Tatin che nel secolo scorso gestivano una locanda nel centro della Francia, a Lamotte Beuvron. Un giorno nella preparazione di una crostata di mele, dopo aver imburrato e cosparso di zucchero una tortiera, una delle sorelle mise dentro le mele e infornò la torta dimenticandosi di foderare la base con la pasta brisee. Una volta accortasi dello sbaglio rimediò posando la pasta sopra lo strato di mele e decidendo poi di rovesciarla nel piatto di portata e servirla così una volta cotta. Ovviamente la torta fu un successo e fu così che si dice sia nata la famosa torta Tatin.
La ricetta della Tarte Tatin e' molto semplice ma il risultato e' decisamente entusiasmante, la crosta di brisee, le mele cotte e lo strato di caramello rendono questa torta unica nel suo genere.
Nonostante la sua semplicità, per un'ottima riuscita della torta ci sono alcune accortezze da avere:
Le mele da usare devono essere dolci e farinose altrimenti rilasciano troppa acqua in cottura e si rischia così di non ottenere lo strato di caramello sulla base della torta ( golden o fuji).
Lo stampo da utilizzare deve essere dai bordi abbastanza alti, che possa andare sul fuoco e non a cerniera perché durante la cottura le mele perdono un po' d'acqua che rischierebbe di fuoriuscire attraverso lo stampo.
Appena levata la Tarte Tatin dal forno, bisogna capovolgerla subito su un piatto da portata altrimenti il caramello si indurisce e la torta rimane attaccata allo stampo.
La torta si serve appena tiepida e se si preferisce può essere accompagnata da della panna montata. La nostra era accompagnata da gelato alla vaniglia che, a mio parere, è più leggero della panna.

Come fare la Tarte Tatin

Per prima cosa preparate la pasta brisée. Oppure, meglio ancora, compratela già pronta da stendere.




Lavare e sbucciare le mele, eliminate il torsolo e tagliatele in 4 parti.
Nello stampo in cui andrete a cuocere il dolce, mettere 150 di zucchero e 50 di burro e cuocere 10 minuti o fino ad ottenere un caramello che abbia un bel colore ambrato. Attenzione a non farlo indurire, magari bagnare con un pochino di succo di limone.
Affiancate ora nello stampo le mele con il dorso rivolto verso il basso affiancandole le una alle altre senza lasciare spazi liberi.
Spegnete la fiamma e ricoprite con i restanti 50 di zucchero e 30 di burro.
Ricoprire la tarte tatin con pasta brisee e calcate bene i bordi tutt'intorno. Bucherellate la pasta con la forchetta perchè non si gonfi durante la cottura.
Infornare la tarte tatin a 180 gradi e cuocere 30 minuti.



Una volta tolta la torta dal forno, rovesciatela quasi subito su un piatto da portata, ma attenzione che non sia ancora troppo calda, altrimenti si sbriciola.
Lasciatela appena intiepidire quindi tagliatela a fette e servitela.